venerdì 14 dicembre 2012
anni ballando ballando reagan-gorbaciov
nevica. e a giudicare dalla quantità di sciure in moonboot, pelliccia e colbacco alla raissa gorbaciova che vedo in giro, me pare de sta' a cortina, sul set di vacanze di natale.
lunedì 10 dicembre 2012
locali ultrastellati
il posto è quello scrausissimo di sempre, dove andavamo da piccole coi nostri genitori, poi coi compagni di scuola, poi coi fidanzati o presunti tali e gli amici. rispetto a quelle epoche, hanno cambiato i tavoli (ma sempre de formica so': rossa temporibus illis, begiolina adesso).
cmq l'altra sera per quattro pizze, du' bire, du' coche, du' ventaji co' 'a crema, du' fette de torta de visciole e l'artra saletta tutta per noi ("potete sta' qua quanto ve pare, tanto er tavolo nun me serve") abbiamo speso 42 euro.
cmq l'altra sera per quattro pizze, du' bire, du' coche, du' ventaji co' 'a crema, du' fette de torta de visciole e l'artra saletta tutta per noi ("potete sta' qua quanto ve pare, tanto er tavolo nun me serve") abbiamo speso 42 euro.
domenica 25 novembre 2012
terzo tempo inoltrato
roma, il giorno di italia contro gli all black, verso le
ottemmezza di sera.
alla fermata del foro italico l’autobus si riempie di
tifosi ben oltre il terzo tempo che cantano a squarciagola e con tutti i
sentimenti l’inno di mameli, poi passano al popopopopooooo, a yellow submarine,
a bevo, bevo, quando bevo son felice anche se poi vomito, si esibiscono nella
haka. il tutto senza soluzione di continuità. parte il coro "francese pezzo di
merda" e a quel punto si alza la vocina di una ragazza: "potete gentilmente
evitare cori razzisti?" “aho’, ma che, sei francese?” è la risposta.
la sequenza
riprende, come in loop: inno di mameli, popopopopooooo, yellow submarine, bevo bevo, haka… una signora impellicciata e fresca di meches chiede “si può sapere
dove scendete?” “a piramide, signo’!” “ennò, a piramide scendo pure io, chi ci
arriva in queste condizioni? ma perché non scendete a trastevere, che è tanto
bello?”.
io ho riso come un ebete tutto il tempo.
lunedì 1 ottobre 2012
nazioni unite
veniamo accolti da un
“benvenuti nella sala rossa del campidoglio di roma capitale” che mi fa pensare
di essere lì per una visita guidata, invece che per la celebrazione di un
matrimonio.
che poi eravamo tutti ancora un po’ sgomenti perché il matrimonio
precedente era stato celebrato da aledanno in persona, ed eravamo pronti alla
fuga di massa al grido di fasciodemmerda, ma per fortuna se ne è andato via
lui.
cmq, più che un
matrimonio pareva una riunione dell’onu, visto che fra sposi e invitati c’erano
una texana, un newyorchese, un’australiana, due londinesi, una kenyota
coniugata con un napoletano con figlio nato alle isole fiji, un paio di
spagnoli e rumeni.
cinesi e giapponesi non pervenuti, e meno male altrimenti
sarebbe finita così
http://www.youtube.com/watch?v=-SlmMQnlFVY
giovedì 20 settembre 2012
punti di vista
in ufficio.
il capo a me: "hai mandato tua sorella in ufficio oggi? una volta tanto sei vestita da femmina vera"
venti minuti dopo, il grandissimo capo a me: "ma come ti sei vestita? sembri una suora!"
metteteve d'accordo.
il capo a me: "hai mandato tua sorella in ufficio oggi? una volta tanto sei vestita da femmina vera"
venti minuti dopo, il grandissimo capo a me: "ma come ti sei vestita? sembri una suora!"
metteteve d'accordo.
giovedì 13 settembre 2012
mi vanto
ho dovuto sintetizzare un documento tecnicissimo di 185 pagine in 4 cartelle, mi ci sono spaccata le corna per due giorni ma alla fine mi sono beccata pure i complimenti per "l'eccellente lavoro, tutt'altro che facile".
io non la finirò mai di ringraziare tacito.
e a chi sostiene che il liceo classico non serve a un cazzo rispondo "beato te che non capisci niente".
io non la finirò mai di ringraziare tacito.
e a chi sostiene che il liceo classico non serve a un cazzo rispondo "beato te che non capisci niente".
lunedì 10 settembre 2012
non ci sono più i cosacchi di una volta
oltre che di
italiani coatti da vergogna e ignorantissimi (“andiamo a vedere la casa di anna
frEnk!”), amsterdam è piena zeppa di turisti russi. chiassosi, pacchiani,
brutti, impresentabili. Una legge i romanzi russi, si fa tanti viaggi mentali su anna
karenina, stavrogin, il principe andrej, alioscia, il maestro e margherita, oblomov e se
li immagina come personcine distinte o quanto meno normali; e poi si ritrova
davanti i loro discendenti che sembrano usciti pari pari da una puntata dei sopranoski.
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