mercoledì 2 ottobre 2013

la persona giusta al posto giusto

dialogo fra una paziente e una segretaria del consultorio di zona (io, seduta in sala d'attesa, fingevo di leggere) 

paziente: sono venuta senza appuntamento, dovrei vedere la dottoressa xxx per cambiare la spirale
segretaria: mi dispiace ma non è possibile, ha una visita dietro l’altra; prenda un appuntamento
paziente: ma io ho il ciclo irregolare, non so mai con esattezza quando mi viene...

segretaria: nemmeno a spanne?
paziente: lo scorso mese ho avuto un ciclo di tre settimane, questo mese di 30 giorni, come faccio a calcolare con precisione?
segretaria: mi scusi, ma lei quanti anni ha?
paziente: 48
segretaria (con tono cortese ma inquisitore): e perché vuole cambiare la spirale?
paziente: ... (dove i puntini stanno per smarrimento della paziente; io intanto pensavo: ma saranno cazzi suoi?!?!)
segretaria: no, glielo chiedo perché lei ormai si avvicina alla menopausa e se cambia la spirale, che dura 5 anni, non ammortizza il costo di quella nuova
paziente: in effetti...
segretaria (con tono cortese ma tagliente): da qui a 5 anni è molto probabile, per non dire certo, visto anche il suo ciclo irregolare, che andrà in menopausa e quindi io lo dico per lei....
paziente: forse ha ragione, grazie (e se ne va mestamente).

mettiamola così: la segretaria brilla per pragmatismo tanto quanto manca di tatto e delicatezza.

lunedì 9 settembre 2013

sunset boulevard







nel deserto di atacama, l'attrazione delle attrazioni è la puesta del sol: quello che si vede prima è propedeutico, o utile solo per ammazzare il tempo in attesa del tramonto.
e in effetti la puesta del sol da quelle parti ti mozza il respiro, è uno spettacolo tanto bello quanto indescrivibile, perché le parole e le foto non sono all'altezza.
non devi fare altro che accovacciarti su una duna, o passeggiare in riva a una laguna, riempirti gli occhi di quei rossi, porpora e viola che vanno a sbattere sulla cordillera, e essere grato.




martedì 3 settembre 2013

amene occupazioni



a san pedro de atacama, quando non vanno per lagune, salar, geyser, valle de la muerte y de la luna, i turisti si dedicano fondamentalmente a tre occupazioni:

  1. procacciarsi l’acqua (per contrastare il soroche, aka mal d’altitudine, il consiglio universale è quello di bere tantissimo; la gente prende il suggerimento alla lettera e va in giro zavorrata da una quantità di bottiglie bastevole a dissetare l’intero continente africano);
  2. fare la fila ai bagni (logica conseguenza dell’occupazione uno);
  3. assieparsi a frotte contro il muretto di fronte all’oficina de turismo, unico punto in cui funziona il wi fi, e spippolare freneticamente e compulsivamente sui propri smartphone.

venerdì 30 agosto 2013

allo sprofondo

machuca è un pueblito di dieci case in mezzo al nulla; due sono le sue attrattive che valgono assolutamente la sosta: la iglesita di san santiago, con le panche azzurre che mettono allegria, e le empanadas de queso de cabra unte e ignoranti al punto giusto, che ti rimettono al mondo.



giovedì 29 agosto 2013

no limits

"zurda o derecha?"
"zurda"
"toma tu guantito!"
....
"lista?"
"lista!"

e così mi sono ritrovata, appesa ad una specie di carrucola, a percorrere centinaia di metri lungo un cavo d'acciaio a 90 m di altezza. sotto di me alberi, ruscelli, cascate, intorno a me vulcani e montagne, sopra di me cielo azzurro azzurro azzurro che pareva fotoscioppato.
non avrei mai voluto venire via.

mercoledì 28 agosto 2013

ascolta. piove dalle nuvole sparse



questo è tutto ciò che sono riuscita a intuire del vulcano osorno in quattro giorni, durante i quali la pioggia è scesa ininterrottamente come se non ci fosse un domani, alla faccia dei nostri volti silvani e delle tamerici salmastre.
epperò lì - come nel resto del sudamerica che ho visto - la natura è talmente potente e prepotente che il panismo sembra essere l'unica arma di difesa.

martedì 27 agosto 2013

metempsicosi

se, in una prossima vita, mi dovessi reincarnare in un animale, vorrei essere uno dei tantissimi perros de la calle che ho visto ovunque in cile.
cani che vivono per la strada, che non sono di nessuno e per questo motivo sono di tutti e ricevono cibo, coccole, attenzioni da chi c'è e da chi passa, che si spiaggiano in ogni dove, che si dividono il territorio, per nulla aggressivi, ma anzi giocherelloni, curiosi, protettivi, liberi.
e bellissimi.
e tutti, ma proprio tutti, con lo stesso atteggiamento alla "e chi m'ammazza?" che prima avevo visto solo nei gatti der colosseo.